opzione digitale

L’opzione digitale

Uno dei nomi con cui ci si riferisce a un’opzione binaria è quello di opzione digitale: un nome ispirato alla natura appunto binaria dello strumento che ha in comune con quello digitale la possibilità di produrre solo due risultati. Nel caso specifico ci si riferisce al numero 0 e al numero 1 – entrambe interpretabili come vero/falso, successo/insuccesso, e così via.

Nell’opzione digitale – presso molti broker denominata opzione binaria Alto/Basso – possono succedere solo due cose: o l’investitore aveva ragione (tra poco vediamo in cosa) e pertanto riceverà dei profitti (in genere intorno all’80%, ma possono anche essere più alti), oppure l’investitore ha sbagliato: nel primo caso si può immaginare che il risultato sia 1, nel secondo 0. Ecco spiegato in soldoni l’appellativo “opzione digitale”.

Ovviamente nella realtà delle cose ci sono più elementi da considerare. Vediamo un attimo di capire quali sono.

Un’opzione binaria digitale è estremamente facile da capire e da usare, perchè è composta di pochi elementi:

  • un’attività sottostante su cui si vuole fare un investimento: si tratta insomma di ciò su cui si va a investire. Si può scegliere se investire sulle valute (come il tasso di cambio Euro / Dollaro americano – in breve EUR/USD – o la Sterlina e il Franco svizzero – GBP/CHF – eccetera), su delle azioni (come Coca Cola, o Nike, o Assicurazioni Generali), degli indici di borsa (come Nasdaq, MIB, eccetera) o delle materie prime (commodity in inglese, un termine più utilizzato in genere: qui si parla di petrolio, oro, argento, zucchero e così via). Una volta scelto su cosa si vuole investire si parte con l’operazione vera e propria, che si effettua appunto acquistando una opzione binaria digitale.
  • una scadenza: ogni operazione effettuata con le opzioni digitali ha una durata predefinita, che va dal momento in cui si acquista l’opzione – ogni investitore è libero di scegliere quando farlo – alla scadenza dell’opzione stessa. La scadenza la si conosce da prima ancora di avere cominciato l’operazione: ogni opzione digitale infatti – prima ancora di essere acquistata – riporta chiaramente quale è la sua scadenza, in modo che l’investitore possa decidere quale strategia adottare (può aspettare ad iniziare l’operazione fini a pochi minuti prima della scadenza, oppure comprare un’opzione che scade dopo un po’ di tempo. E’ da notare che all’investitore è data la possibilità, da molte piattaforme dei broker, di selezionare la durata dell’operazione anche partendo dal momento in cui questi decide di comprare l’opzione: a quel punto è l’investitore appunto a decidere se l’opzione scadrà dopo 30 minuti, qualche ora, o qualche settimana.
  • Una direzione del prezzo: questo è il punto più importante dell’intera opzione digitale. Praticamente l’investitore deve semplicemente prevedere se il prezzo dell’attività sottostante da lui prescelta – come abbiamo visto prima – nel corso dell’operazione (che come abbiamo visto al punto sopra è stata scelta dall’investitore stesso, e va dal momento dell’acquisto dell’opzione alla sua scadenza) salirà o scenderà. Molti broker rendono questo punto estremamente chiaro con frasi tipo “il prezzo dell’oro salirà o scenderà?”. E in fondo non sbagliano: è il modo più semplice e diretto di spiegare cosa sono le opzioni binarie o digitali che si voglia.
  • Un ritorno: il ritorno – o guadagno, o profitto – è anch’esso prefissato e l’investitore lo conosce prima ancora di iniziare il suo investimento. In genere, come abbiamo visto, si aggira intorno all’80% del capitale investito (cioè speso per comprare l’opzione), ma può essere anche molto più alto.

Adesso che abbiamo visto gli elementi che costituiscono un’opzione digitale, possiamo capire dove sta la sua natura binaria: nella previsione sull’andamento del prezzo dell’attività sottostante fatta dall’investitore. Questa può rivelarsi corretta (1) o sbagliata (0): due soli possibili scenari che danno quindi una natura “digitale” all’investimento.