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30 Maggio 2012 – Analisi e segnali del giorno per le opzioni binarie

30 Maggio 2012 – La crisi della Spagna esplode sui mercati: ci si avvicina pericolosamente al momento dell’ufficializzazione dello stato recessivo ed eccessivamente indebitato del paese iberico. I fattori che influenzano la sfiducia dei mercati – ormai quasi conclamata, e incarnata dal tasso di interesse sulle obbligazioni di stato che ieri è salito quasi al 7%, il limite oltre il quale si è assistito all’inizio dell’emergenza (e dei pacchetti di salvataggio) in Grecia, Portogallo e Irlanda – sono molti: a cominciare dal problema sempre più spinoso dell’indebitamento del sistema bancario (Bankia ha sempre bisogno dei suoi 19 miliardi di EUR per essere salvata, e la Banca Centrale Europea ha ufficialmente dichiarato che non interverrà per salvarla, costringendo il governo spagnolo a indebitarsi ancor di più per provvedere lui stesso), passando per la recessione che attraversa l’intero paese, e finendo con le fresche dimissioni del Governatore della Banca Centrale Spagnola, Miguel Ordonez, seguite a un mese di aspre critiche nei suoi confronti per come ha gestito la ormai prolungata fase di crisi della Spagna.

 

Interessante è l’effetto che tutto questo sta avendo, a livello di scambi sul mercato, dal punto di vista del prezzo delle commodity più scambiate: l’oro e il petrolio. Entrambe hanno visto i loro prezzi precipitare, trascinati da un EUR che è stato punito per le preoccupanti situazioni di ormai troppi suoi Stati Membro: i motivi, però, sono diversi. Per quanto concerne il metallo prezioso, un tempo considerato il bene rifugio per eccellenza, la sua performance denota sempre più una correlazione inversa all’andamento dello USD – considerato al momento un investimento più “stabile” – e dei Bond tedeschi, che godono della stessa reputazione dello USD. L’oro nero invece rimane sempre ancorato al fabbisogno stimato – a livello globale – di energia per la crescita delle economie mondiali, in particolare quelle principali: ecco che allora le notizie provenienti dall’Europa – che secondo la British Petroleum consuma il 12% della produzione mondiale di greggio – non possono far altro che impattare negativamente il suo prezzo, essendo che le prospettive di crescita sono tutt’altro che rosee. Le notizie provenienti dalla Cina, dove l’Agenzia Stampa Xinhua ha riportato che non esiste alcun piano per lo stimolo dell’economia come invece i mercati speravano che stesse per accadere, non fanno altro che rincarare la dose sul prezzo del petrolio: un altro enorme consumatore di energia, specialmente quando è in fase di crescita (i ritmi della Cina sono notoriamente elevati), riduce così le proiezioni sul suo fabbisogno futuro.

 

 

ORA (GMT) VALUTA EVENTO ATTESA PRECEDENTE
10.10 EUR Asta BTP Italiani a 10 anni 5.66%
15.00 USD Case (uso abitativo) in vendita (mensile) 0.1% 4.1%
16.30 EUR Discorso del Presidente della BCE Draghi

 

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